Disturbi di Personalità

Il disturbo di personalità rappresenta un modello di esperienza interiore e di comportamento che devia marcatamente rispetto alle aspettative della cultura dell’individuo, è pervasivo e inflessibile, esordisce nell’adolescenza o nella prima età adulta, è stabile nel tempo, determina disagio o menomazione.

I DP codificati sono i seguenti:

  • disturbo paranoide: è un quadro caratterizzato da sfiducia e sospetto, per cui le motivazioni degli altri vengono interpretate come malevole
  • disturbo schizoide: è un quadro caratterizzato da distacco dalle relazioni sociali e da una gamma ristretta di espressività emotiva
  • disturbo schizotipico: è un quadro caratterizzato da disagio acuto nelle relazioni strette, distorsioni cognitive o percettive, ed eccentricità nel comportamento
  • disturbo antisociale: è un quadro caratterizzato da inosservanza e violazione dei diritti degli altri
  • disturbo borderline: è un quadro caratterizzato da instabilità delle relazioni interpersonali, dell’immagine di sé e degli affetti, e da marcata impulsività
  • disturbo istrionico: è un quadro caratterizzato da emotività eccessiva e da ricerca di attenzioni
  • disturbo narcisistico: è un quadro caratterizzato da grandiosità, desiderio di ammirazione, e mancanza di empatia
  • disturbo evitante: è un quadro caratterizzato da inibizione, sentimenti di inadeguatezza, e ipersensibilità ai giudizi negativi
  • disturbo dipendente: è un quadro caratterizzato da comportamento sottomesso e adesivo legato all’eccessivo bisogno di essere accuditi
  • disturbo ossessivo compulsivo: è un quadro caratterizzato da preoccupazione per l’ordine, perfezionismo, esigenza di controllo

I tratti di personalità sono modi costanti di percepire, rapportarsi e pensare nei confronti dell’ambiente e di se stessi che si manifestano in un ampio spettro di contesti sociali e personali.

Solo quando sono rigidi, non adattivi, causano una compromissione funzionale significativa o una sofferenza soggettiva essi costituiscono un DdP.

La caratteristica essenziale è che un DdP è un modello costante di esperienza interiore (stabile nel tempo e presente in ampi contesti di esperienza) e comportamento che devia marcatamente rispetto alle aspettative della cultura dell’individuo, e si manifesta in almeno due delle seguenti aree: cognizione, affettività, funzionamento interpersonale o controllo degli impulsi (criterio A).

Questo modello costante risulta inflessibile e pervasivo in un ampio spettro di contesti personali e sociali (criterio B) e determina un disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento sociale, lavorativo, o di altre aree importanti (criterio C).

Il quadro è stabile e di lunga durata, e l’esordio si può far risalire almeno all’adolescenza (almeno dopo i 18 anni) o alla prima età adulta (criterio D) – se il ragazzo è più giovane le caratteristiche devono essere presenti da almeno un anno, a parte il D. antisociale di P. che non va diagnosticato prima dei 18 anni.

Il quadro non risulta meglio giustificato come manifestazione o conseguenza di un altro disturbo mentale (criterio E), e non è dovuto agli effetti fisiologici diretti di una sostanza o una condizione medica generale (criterio F).

Tali caratteristiche sono spesso egosintoniche. I DdP non vanno confusi con problemi di acculturazione che seguono l’immigrazione, o con l’espressione di costumi, abitudini, valori religiosi e politici professati dalla cultura di origine.

Esordio: solitamente un DdP può risultare esacerbato in seguito alla perdita di persone che rappresentano un supporto significativo o di situazioni sociali stabilizzanti precedenti.

Tende a diventare riconoscibile durante adolescenza o prima età adulta ma spesso alcune caratteristiche sono comparse precedentemente.

DdP antisociale viene diagnosticato più frequentemente negli uomini, il D borderline, istrionico e dipendente P più nelle donne.

Alcuni DdP tendono a rendersi meno evidenti o ad andare incontro a remissione con l’età (in particolare D antisociale e borderline P), non così per D ossessivo compulsivo e schizotipico P.
Varie sono le analisi e le chiavi di lettura dei DP: Il DSM ne fa un’analisi categoriale, con l’idea che rappresentino sindromi cliniche distinte qualitativamente.

Altre prospettive sono più dimensionali, con un’idea di differenze per lo più quantitative rispetto ad un normale funzionamento; molti sono i tentativi di individuare le dimensioni fondamentali che sottostanno al funzionamento personologico normale e patologico.

  • Cluster A: Disturbi caratterizzati dal comportamento bizzarro, strano, eccentrico

Disturbo paranoide di personalità: chi ne soffre tende ad interpretare il comportamento degli altri come malevolo, comportandosi così sempre in modo sospettoso.

Disturbo schizoide di personalità: chi ne soffre non è interessato al contatto con gli altri, preferendo uno stile di vita riservato e distaccato dagli altri.

Disturbo schizotipico di personalità: solitamente è presentato da persone eccentriche nel comportamento, che hanno scarso contatto con la realtà e tendono a dare un’assoluta rilevanza e certezza ad alcune intuizioni magiche.

  • Cluster B: Disturbi caratterizzati da un’alta emotività e imprevedibilità

Disturbo borderline di personalità: solitamente chi ne soffre presenta una marcata impulsività ed una forte instabilità sia nelle relazioni interpersonali sia nell’idea che ha di sé stesso, oscillando tra posizioni estreme in molti campi della propria vita.
Disturbo istrionico di personalità: chi ne soffre tende a ricercare l’attenzione degli altri, ad essere sempre seduttivo e a manifestare in modo marcato e teatrale le proprie emozioni.
Disturbo narcisistico di personalità: chi ne soffre tende a sentirsi il migliore di tutti, a ricercare l’ammirazione degli altri e a pensare che tutto gli sia dovuto, data l’importanza che si attribuisce.
Disturbo antisociale di personalità: chi ne soffre è una persona che non rispetta in alcun modo le leggi, tende a violare i diritti degli altri, non prova senso di colpa per i crimini commessi.

  • Cluster C: Disturbi caratterizzati da una forte ansietà e paura

Disturbo evitante di personalità: chi ne soffre tende a evitare in modo assoluto le situazioni sociali per la paura dei giudizi negativi degli altri, presentando quindi una marcata timidezza.
Disturbo dipendente di personalità: chi ne soffre presenta un marcato bisogno di essere accudito e seguito da parte degli altri, delegando quindi tutte le proprie decisioni.
Disturbo ossessivo compulsivo di personalità: chi ne soffre presenta una marcata tendenza al perfezionismo ed alla precisione, una forte preoccupazione per l’ordine, esigenze di controllo.

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